Un nuovo modo di concepire la nostra convivenza sulle strade e il modo più concreto per prevenire gli incidenti.

La Giornata di Fraternita della Strada

Una grande avventura chiusa dopo 30 anni sotto la nostra guida

In particolare nel primo decennio di Fraternità della Strada, quando i volontari svolsero un servizio di assistenza stradale, avemmo modo di conoscere due grosse realtà: quella costituita dagli uomini della Polizia Stradale, dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco e quella dei volontari delle ambulanze.
Potemmo condividere con loro la tragicità di tanti incidenti, le vittime, ma anche i soccorsi svolti va rie volte in condizioni proibitive, la loro professionalità e generosità.
In un mondo sempre più cinico e superficiale volevamo mostrare che qualcuno sapeva ancora cosa fosse il senso del dovere e del servizio all’uomo. A un uomo, tra l’altro, sconosciuto e non di rado arrogante e ingrato. Nacque così l’idea di un evento dedicato a queste persone, tra le poche ormai che si potessero citare come esempi. Non volemmo però farne una chiassata, con specchietti per al- lodole come potevano essere le forme spettacolari o personaggi di primo piano: erano loro stessi lo spettacolo di una irrinunciabile umanità.
In un primo tempo pensammo anche a un titolo qualificante, come poteva essere “La Giornata della solidarietà” o della bontà o altro. Ma poi propendemmo per la “Giornata di Fraternità della Strada”, intitolata alla nostra stessa associazione non certo per autoincensarci, ma proprio per prospettare un’auspicabile concretizzazione delle tante buone intenzioni e dichiarazioni che proliferano in simi- li occasioni.
Alla prima Giornata, celebrata da P.Eligio all’Angelicum di Milano, presenziarono in tutto una qua- rantina di persone, di cui la metà composta da nostri volontari! e vennero festeggiati un agente della Polizia Stradale, un Carabiniere, un Vigile Urbano, un pompiere (nostro volontario…) e due volonta ri del soccorso. Fortunatamente non era la sete del successo che ci  muoveva e per noi fu lo stesso un bell’inizio. In pochi anni questa prospettiva, pur così semplice e pulita, si fece largo e le adesioni crebbero in modo sorprendente. Una grande soddisfazione ci venne nel tempo dalle associazioni di soccorso: tra le Croci, infatti, a quei tempi non correva molto buon sangue  (in particolare tra i loro dirigenti) e qualcuno, ad esempio, giunse a dirci: “Se ci sono quelli là, noi non veniamo!”, Oppure: “Veniamo, ma non vogliamo che la nostra ambulanza sia a fianco della Croce…”. Fummo fermi su questo punto: “Non accettiamo condizioni: siete voi che dovete cogliere questo momento di solida- rietà e festeggiare anche i vostri colleghi, anche se di un’altra parrocchia”.
Nel giro di un paio di anni quelle voci stonate cessarono, con gaudio unanime. E nel giro di poche edizioni la “Giornata” divenne un punto di riferimento sempre più credibile, apprezzato e importan- te, tanto che ritenemmo opportuno istituire un Comitato Promotore, con rappresentanti degli Enti locali (Regione, Province lombarde, Comune di Milano) e dei Corpi operanti nella circolazione (Polizia Stradale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco), oltre all’Ordine dei Giornalisti, a Unasca e, ma  solo negli ultimi anni, anche da Areu per le associazioni di soccorso.

              

Per parecchi anni ci fu una grande coesione nel Comitato e i vari responsabili e importanti Coman- danti non mancarono mai non solo il giorno della manifestazione, ma anche negli incontri program matici. Ed erano tra l’altro felici di partecipare non al solito Comitato d’onore, ma al nostro Comita- to “Promotore”, ossia con compiti anche organizzativi all’interno del proprio ente o Corpo.
Dopo tante edizioni (trenta!), un po’ gli inevitabili acciacchi dell’età, che proiettavano timori di brutte figure nel caso di defezioni, con conseguenze nefaste sulla Giornata, e un po’ le crescenti difficoltà per taluni nuovi rappresentanti ci indussero alla sofferta decisione di rinunciare all’organiz zazione dell’evento. Nel contempo, però, volevamo che continuasse il sacrosanto riconoscimento dell’opera svolta dagli agenti, militari e volontari nell’ambito della circolazione e così, sentiti alcuni amici del Comitato e forti della circoscrizione regionale della manifestazione, proponemmo alla Regione Lombardia (e precisamente all’Assessorato Sicurezza e Protezione Civile) di farsene carico. Dobbiamo dire che, fortunatamente, trovammo terreno fertile nei loro dirigenti, che furono ben lieti di ereditare questo evento tanto apprezzato.
Per evitare qualsiasi condizionamento e per lasciare piena libertà d’azione ai nuovi organizzatori, rinunciammo all’offerta di fare parte del nuovo Comitato Promotore  e chiedemmo anzi una nuova denominazione dell’evento, che venne infatti titolato “Giornata della sicurezza e della fraternità stradale”: come si vede, i responsabili della Regione vollero in qualche modo riconoscere la nostra paternità. E così, con questa evoluzione, dal 2016 viene fortunatamente continuata dalla Regione questa festa per i nostri “angeli sulle strade”.

 

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