Buche stradali e risarcimento danni

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la giurisprudenza attribuisce spesso princìpi non favorevoli agli utenti stradali che abbiano avuto un danno a causa di buche stradali: la responsabilità delle Amministrazioni Pubbliche, infatti, può essere esclusa qualora il danno fosse stato causato da un evento improvviso o imprevedibile, il cosiddetto “caso fortuito”, a cui si appellano solitamente i Comuni. Se ad esempio una buca si fosse creata a seguito di un violento temporale, l’Amministrazione potrebbe dimostrare di non avere avuto obbiettivamente il tempo per intervenire. Un altro requisito riguarda la condotta del danneggiato che, si sostiene anche giustamente, deve essere concentrato nella guida e pronto a manovre atte a scongiurare sinistri, oltre a uno stato psico-fisico adeguato. Il risarcimento eventualmente richiesto, insomma, può essere contestato o incorrere in un concorso di colpa. Al contrario, si tende a concedere il risarcimento in caso di buche nascoste, coperte da foglie o mal segnalate. 

Cosa fare dunque, incorrendo in una buca? Chiamare gli agenti di Polizia, fotografare il luogo del sinistro (ma la foto deve essere corredata dalla data) e meglio ancora avvalersi di testimoni. Attivata la propria assicurazione, si dovrà poi conservare il preventivo e/o la fattura per la riparazione dei danni e, in caso di lesioni, il certificato medico del Pronto Soccorso e di eventuali degenze. Una volta raccolta la documentazione, si potrà inviare una raccomandata AR all’ente responsabile, con una formale richiesta di risarcimento.