Educazione stradale

Educazione stradale

IL CORSO “NOI E LA STRADA”

Negli anni ’70, dell’educazione stradale c’era solo qualche manifesto dell’Automobile Club nelle scuole, in cui i ragazzi venivano esortati ad attraversare sulle strisce, a non attraversare col semaforo rosso e poco altro.

Nei primi anni ’80 Fraternità della Strada, dopo una serie di approfondimenti, comprese come fossero inutili e indigesti ulteriori obblighi e divieti per i ragazzi e come fosse invece indispensabile coinvolgerli emotivamente e in modo ludico.
Prese così corpo il primo “Corso di Formazione Stradale”: con una serie di diapositive vennero fotografati due bimbi nel per Corso casa-scuola, con i pericoli e gli errori in cui incorrevano. Proiettando le diapositive, veniva chiesto agli alunni quali fos sero appunto questi errori, ingenerando così un processo didattico “attivo” e non dunque un’acquisizione passiva di norme. Girò presto la voce su questo nuovo modo di approcciare i ragazzi all’educazione stradale, molto gradito non solo dai diretti interessati, ma anche da genitori e insegnanti, tanto che venimmo invitati dalla Walt Disney a produrre il corso, poi deno minato “Noi e la strada”, con i personaggi di Topolino. Anche la Regione Lombardia, con il suo allora ben funzionante Cen tro Audiovisivi, vi si affiancò, diffondendolo con successo nelle scuole della regione per un paio di anni.

Non solo, l’allora Ministero dei Trasporti, informato del successo del Corso, inviò un funzionario per sondare la possibilità di promuoverlo in campo nazionale. Fu purtroppo allora che la Disney passò dalla gratuità della collaborazione a una richiesta economica che, di fatto, bloccò ogni prospettiva. E nell’occasione fu impedito a noi stessi (che lo avevamo predisposto in tutti i dettagli, ma che non avemmo l’accortezza di redigere un contratto) di utilizzare il Corso, in quanto conteneva i personaggi di Topolino.

IL “CORSO DI MALEDUCAZIONE STRADALE”

Per i ragazzi delle scuole superiori, ormai recalcitranti sulla prospettiva di venire educati (nell’adolescenza comincia a emergere la presunzione…) studiammo un altro ap proccio, che si rivelò vincente: l’autoironia. Anche in questo caso vennero utilizzate delle diapositive (un centinaio!) in cui erano state immortalate le corbellerie care agli utenti di ogni categoria stradale, con un commento graffiante e un sottofondo musicale adeguato ai tempi. I ragazzi si divertivano, ma la cosa più importante è che si ri conoscevano in tante situazioni, sfottendosi a vicenda. Anche questo Corso venne adottato dal Centro Audiovisivi della Regione Lombardia e diffuso con successo per vari anni.

IL MINICORSO DI MALEDUCAZIONE STRADALE

Compiuto l’arco naturale di questo Corso, Fraternità della Strada ne ha tratto il “Minicorso di Maleducazione Stradale”, che unisce la concezione di didattica attiva del Corso “Noi e la strada” con quello successivo. Il Corso, composto da una trentina di slide, viene cioè proiettato chiedendo ai ragazzi di scoprire errori e pericoli nelle varie situazioni. Oltre a mantenere il processo pedagogico attivo, il minore tempo richiesto con la selezione può favorire l’accoglienza nelle scuole. Il suo scopo principale è quello di sensibilizzare i ragazzi, di risvegliare la loro attenzione sul problema della sicurezza stradale e può naturalmente essere adottato da altre strutture, come ad esempio le Polizie Locali, che possono integrarlo con norme più dettagliate, percorsi didattici e altro.