Un altro modo di convivere sulle strade: diagnosi e terapia di Fraternità della Strada

Un altro modo di convivere sulle strade: diagnosi e terapia di Fraternità della Strada

C’é un aspetto della nostra vita che viene trattato con una sciagurata superficialità: la nostra convivenza sulle strade. Anche se ogni anno dobbiamo contare migliaia di morti e di feriti, parliamo degli incidenti stradali solo se ne fosse coin volto qualche amico, o se l’incidente fosse spettacolare o con tante vittime.
E probabilmente anche tu, parlandone, ricorrerai a luoghi comuni, come “Ci sono troppi incoscienti”, “Occorrono più controlli e sanzioni più severe”, in cui è sottilmente sottinteso il trasferimento di ogni responsabilità sugli altri.

Da parte loro, per contrastare gli incidenti, le istituzioni ricorrono necessariamente alle forme repressive, che possono determinare risultati quantitativamente apprezzabili, ma che, anche a detta di eminenti psicologi, non sortiranno mai una coscienza interiore, ossia l’unico vero antidoto perché frutto di una riflessione e di un autoconvincimento personale. La strada, anziché essere considerata come una nostra casa comune, dove convivere in modo civile, rispettoso e cordiale, è diventata un luogo dove riversare (più o meno inconsciamente) le nostre frustrazioni e i nostri bisogni di compensazione. Così, nel contesto stradale, “gli altri” sono vissuti nel nostro subconscio come un fastidio e come dei potenziali attentatori della nostra incolumità e di quella dei costosi veicoli che cavalchiamo. Non pensiamo che “tra gli altri” ci siamo anche noi! Gli errori altrui vengono così considerati intollerabili, mentre i nostri vengono giustificati e minimizzati.

Sulle strade, anche per una inconsapevole forma di emulazione (delle furberie, degli esibizionismi, delle mode), tutti (chi più chi meno, ma tutti) alimentiamo lo stress da traffico e cioè quella tensione che, superata una inavvertibile soglia, riduce progressivamente le nostre capacità valutative (senso della velocità e delle distanze, riflessi, tempi di rea- zione e lo stesso autocontrollo), inducendoci a commettere errori e ad esporci quindi agli incidenti. A riprova di questa tensione, pensiamo come basti un nonnulla, sulle strade, per scatenare reazioni scomposte, gesti, insulti, ritorsioni. Ma soprattutto, nel contesto della circolazione, sentendoci attorniati da persone indifferenti, arroganti o che fanno i pro pri comodi e non vedendo alternative, finiamo senza accorgercene con l’adeguarci a questa comune mentalità.

Ma un’alternativa esiste!

E’ stata creata fin dal 1965 dai giovani di Mondo X (che, sotto la guida spirituale di P.Eligio, hanno anche istituito il Telefono Amico e le prime Comunità per tossicodipendenti al mondo) ed è stata intitolata Fraternità della Strada, un’associazione indipendente e senza fini di lucro che accoglie quanti, comprendendo l’importanza di fare “personalmente” qualcosa, fanno proprio l’impegno di applicare semplicemente in prima persona quell’educazione e quel rispetto che normalmente (e invano!) ci si attende “dagli altri”.

La necessaria continuità di questo gratificante impegno viene garantita pubblicamente con l’esposizione del simbolo associativo che, oltre che a funzionare come deterrente nei momenti in cui ci si vorrebbe concedere qualche sempre pericolosa eccezione, serve anche a trasmettere agli altri l’esistenza di una possibile alternativa.

Puoi continuare a restare indifferente, oppure rafforzare anche tu questo fronte di AMICI RESPONSABILI SULLE STRADE